Fondo di garanzia per le giovani coppie: le banche lo conoscono?


Il Fondo di garanzia per le giovani coppie, dedicato agli under 35, ai lavoratori precari e alle famiglie con un solo genitore e con un figlio minorenne, prevede la copertura del 50% della quota capitale dei mutui ipotecari da parte dello Stato.
Tuttavia, secondo un’inchiesta dell’Associazione dei Consumatori Altroconsumo, nonostante la garanzia statale, sono pochi gli istituti di credito che offrono questa opzione ai propri clienti. Secondo un’indagine condotta da due attivisti dell’Associazione si sono finti una giovane coppia con un lavoro precario e si sono recati in 61 agenzie dislocate in varie città italiane per richiedere un mutuo tramite il Fondo di garanzia. Altroconsumo riferisce che la maggior parte degli istituti di credito ignora addirittura l’esistenza del Fondo e che pochissime banche concedono un mutuo di questo genere. Propongono però condizioni che nulla hanno a che vedere con il Fondo e le sue garanzie.
Sempre secondo l’indagine, nel 30% dei casi l’ok del mutuo è stato vincolato alla sottoscrizione di una polizza Cpi, mentre in 9 casi su 61 la banca ha richiesto la garanzia di una terza persona, nonostante le regole che disciplinano il Fondo escludano espressamente che l’istituto possa richiedere altre garanzie oltre a quella statale. Nel 52% dei casi la condizione per l’erogazione del mutuo è stata l’apertura di un conto corrente presso la stessa banca, mentre il Taeg offerto era sempre superiore al valore massimo stabilito dal regolamento del Fondo (2,83% per i mutui a tasso variabile e 3,60% per i mutui a tasso fisso).
La conclusione di Altroconsumo è che le banche offrono il Fondo di garanzia solo per dare prestiti a tassi di mercato, ovvero senza perderci nulla, lasciando tutto il rischio allo Stato.

Fonte: www.euribor.it

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